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I Funghi

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Sia per l’appassionato di funghi sia per il raccoglitore che va alla ricerca delle specie mangerecce, una delle più importanti nozioni da apprendere è che i funghi non appartengono nè al regno animale, nè a quello vegetale, ma a un regno a sè stante con la precisa funzione di decomporre ciò che il regno vegetale produce e ciò che il regno animale consuma. Grandi o piccoli che siano, squisiti o velenosi, bellissimi o grotteschi, i funghi non destano la nostra attenzione soltanto dal punto di vista alimentare; la loro presenza e il loro metabolismo influiscono in molti modi sulla vita dell’uomo in senso positivo o negativo. Come fattori che favoriscono la putrefazione, eliminano sostanze di rifiuto e mantengono la fertilità del suolo: in un bosco di caducifoglie cadono ogni anno milioni di foglie; questi resti organici vengono decomposti in elementi semplici dall’attività combinata dei funghi, dei batteri e dei protozoi, che assumono pertanto il ruolo di “decompositori”; sostanze complesse vengono ridotte a composti inorganici pronti a essere utilizzati dai vegetali. Vivono da parassiti o simbionti a spese o in collaborazione con altri organismi animali o vegetali oppure da saprofiti crescendo su resti di piante animali o su scorie organiche. Senza la loro attività il processo di decomposizione verrebbe seriamente rallentato, se non addirittura arrestato: il bosco diventerebbe un enorme deposito di scorie di foglie e alberi morti e la fertilità del suolo ne risulterebbe drasticamente ridotta. Non solo, i funghi sono anche causa di malattie che possono distruggere i raccolti e influire sulla nostra stessa salute. L’uomo, dal canto suo, ha saputo sfruttare i loro processi chimici vitali ricavandone un gran numero di sostanze utili, dal lievito agli antibiotici.
Il regolamento dell’Ente Parco protegge l’importantissima funzione svolta dai funghi stabilendo che “la raccolta, l’asportazione, il danneggiamento o la detenzione dei funghi epigei, anche non commestibili, sono sempre vietati. E’ fatto salvo l’esercizio del diritto di uso civico di fungatico a favore delle comunità locali che possono esercitarlo unicamente nelle giornate di martedì, venerdì e domenica. Tale diritto deve essere esercitato nei modi e con i limiti di cui alla Legge Regionale 32/82 e della Legge 352 del ‘93”. Ai soli fini della vigilanza i Sindaci rilasciano, sotto la propria responsabilità, un tesserino gratuito, predisposto dall’Ente Parco, ai residenti e ai nativi appartenenti alle rispettive comunità: del rilascio di ogni tesserino deve essere data comunicazione alla Direzione del Parco.

Le lame e gli altri ambienti umidi
I terreni argillosi, e in particolare le zone soggette a periodica inondazione, sono generalmente poveri di funghi: il fatto accade semplicemente perché i funghi hanno bisogno di un buon quantitativo di ossigeno nel terreno. Le lame formano un gruppo di ambienti caratterizzati da una flora sia fungina che di piante verdi relativamente differenziata. Questi ambienti sono sommersi per tutto l’anno o per buona parte e quindi la decomposizione dei resti vegetali non è tanto rapida o efficiente come nelle zone più asciutte. Molto comune nei luoghi umidi e ombrosi, sovente anche vicino alle pozze d’acqua stagnante o intorno alle lanche del Parco si può rilevare la presenza del Coprino radiante (Coprinus radians). Si tratta di una specie non commestibile.

I gerbidi e i prati
I funghi si sono espansi a colonizzare anche i microambienti più improbabili, evolvendosi in specie adatte a ogni possibile nicchia.
Una tra le specie più facilmente reperibili nei gerbidi è l’Agarico bianconero (Melanoleuca melaleuca); piuttosto localizzata cresce nei tratti più sabbiosi e nelle radure. Tra le specie più diffuse nelle zone erbose, invece, citiamo il fungo Gambasecca (Marasmius oreades), una specie comune e abbondante, dalla primavera alle soglie dell’inverno; si rinviene lungo i sentieri o negli spiazzi erbosi subito dopo un periodo di pioggia.

I boschi
Anche all’osservatore più frettoloso non sfuggirà certamente che la maggior varietà di funghi si trova su terreni boscosi, non solo infatti le condizioni climatiche di temperatura, umidità e insolazione e quelle del suolo condizionano la distribuzione e la germinazione dei funghi, ma molto spesso sono gli alberi stessi che soprattutto le influenzano.
I terreni boscosi contengono notevoli quantità di humus formato da foglie decomposte e da legno e corteccia marciti sui quali i funghi possono facilmente attecchire.
Comunissima ovunque in autunno, all’interno dei boschetti del Parco, è il “Chiodino” (Armillaria mellea) dal color miele.


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