Ente Parco Lame del Sesia e Riserve



Area Natura Home > Area Natura > Ambienti     

Gli Ambienti

Iniziamo ora con la descrizione dei complessi e fragili ecosistemi custoditi nell'Area protetta.

Il fiume Le lame I gerbidi e i prati I boschi Galleria

Il fiume
La Sesia, causa il regime di cui si è accennato, non permette un eccessivo sviluppo della prima fascia vegetazionale tipica dei corsi d’acqua padani: il Saliceto. Questo è costituito prevalentemente dal Salice bianco (Salix alba), dal rosso (S. purpurea), da quello a tre stami - gli altri ne hanno tutti due - (S. triandra) e dal ripaiolo (S. eleagnos) e raramente evolve in ampie boscaglie che consolidano il greto. Solo il Salice bianco assume a volte dimensioni arboree resistendo alle piene che invece rinnovano ogni volta per buona parte gli altri salici. Altre essenze legnose che si rinvengono in stretta vicinanza del greto sono specie estranee alla flora spontanea, naturalizzatesi negli ultimi decenni. Si tratta, specialmente, del Poligono giapponese (Fallopia japonica), specie dal caratteristico tronco cavo (e foglie larghe) divenuta fortemente infestante in altri ambienti e a quote anche oltre i 1000 m; meno “aggressive” sono l’altra essenza asiatica Buddleja (Buddleja davidii) e l’americana Indaco bastardo (Amorpha fruticosa), col fogliame molto simile alla Robinia.
La flora erbacea dei greti si sviluppa o in situazioni ombrose, a stretto ridosso del saliceto o in piena luce, in pozze o scorrimenti temporanei o sul greto sabbioso. Nei primi due casi prevalgono le specie igrofile e mesofile, nel terzo quelle con minori esigenze idriche. Nei primi due gruppi sono da segnalare alcune Veroniche (Veronica anagallis-aquatica e V. beccabunga), il “Non ti scordar di me palustre” (Myosotis scorpioides), la Salcerella (Lythrum salicaria), la Graziola (Gratiola officinalis), tutte dai fiori tra l’azzurro e il violetto, nonché le bianche corolle (a volte rosee) della Piantaggine acquatica (Alisma plantago-aquatica).
Il greto, mostra la sua più spiccata fisionomia floristica nella stagione estiva, quando le piene ormai non si verificano più e il ciclo vegetativo delle piante non subisce interruzioni. Dal quasi “deserto” inverno-primaverile la superficie sabbiosa passa a una stupefacente varietà di essenze, peraltro quasi tutte erbacee.
Un genere di specie si mostra particolarmente abbondante: Oenothera. Le sue gialle infiorescenze sono qui prodotte da cinque specie, una delle quali, Oenothera sesitensis, prende il nome proprio dal fiume (Sesitis è il termine latino di Sesia) e con i suoi bocciuoli rossi ne caratterizza tutte le sponde nella media e tarda estate; compete con O. stucchii, che la sopravanza per le dimensioni (in genere oltre 2 m!); la prima è molto probabilmente di provenienza nordamericana, mentre la seconda si è forse originata in Europa da un incrocio tra una specie americana e una europea. In effetti il greto sabbioso mostra diversi altri esempi di flora esotica. Da un ventennio a questa parte si è insediato il Senecio sudafricano (Senecio inaequidens), le cui gialle corolle si aprono senza soluzione di continuità tra maggio e novembre; alcuni settori del greto ne sono totalmente ricoperti. Data dalla stessa epoca l’avvento del “corregionario” Zigolo sudafricano (Cyperus congestus), la cui presenza in Italia è esclusiva delle sponde della Sesia nel tratto tra il Parco e Caresana. Ben anteriore è stato l’avvento degli americani Topinambur (Helianthus tuberosus) dalle maestose corolle gialle e dai tuberi commestibili, della Forbicina peduncolata (Bidens frondosa) dai semi terminati in due aculei che si attaccano alle vesti, del Lepidio della Virginia (Lepidium virginicum) dai minuti fiori bianchi e frutticini rotondeggianti.
Le specie indigene, pur ridotte di consistenza, si fanno valere con la Nappola italiana (Xanthium italicum), dai caratteristici frutti, lunghi oltre 2 cm, cosparsi di uncini, con i vari Poligoni (genere Polygonum),Chenopodi, Piantaggini, Ciperi e le diverse specie di graminacee. Particolare è l’aspetto che manifesta, specialmente sui poligoni, la Cuscuta di Cesati (Cuscuta cesatiana) i cui sottilissimi fusti gialli, privi di foglie, avvolgono le piante del greto e grazie all’aiuto di organi specializzati (austori) prelevano sostanze nutritizie. Tra le graminacee è il caso di ricordare il Panico bianco (Corynephorus canescens), specie rara della flora italiana, presente sul greto della sponda sinistra, all’altezza della Cascina Devesio, come pure è da menzionare la Piantaggine ramosa (Plantago arenaria), rara in Piemonte, ma non sulle sponde vercellesi della Sesia.


Amministrazione
Parco e Riserve
Servizi-Attivitą
Area Strutture
Area Natura
Paesi del Parco



Ente Parco Lame del Sesia e Riserve
Via XX settembre, 12 - 13030 Albano Vercellese (Vc) - Tel. 0161.73112 / 0161.73393 - Fax 0161.73311
email: infoparc@lamedelsesia.vc.it / lamedelsesia@reteunitaria.piemonte.it / lamedelsesia@pcert.it - credits
Valid HTML 4.01! Valid CSS!