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Sede Municipio:
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Corso Umberto I 64
28060 SAN NAZZARO SESIA (NO)
Tel. (+39)0321834131 - Fax (+39)0321834303
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Note Caratteristiche |
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Come Arrivarci |
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Numero Abitanti: 701
Superficie: 11,5 Kmq
Altitudine: 153 s.l.m.
Denominazione: Sannazzaresi |
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Autostrada: A4
Casello: Biandrate |
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Cenni Storici...
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Nella Bassa che si estende tra Novara e Vercelli, in un paesaggio di campi coltivati e di risaie, a poca distanza da Biandrate e da un guado del fiume Sesia sorge il piccolo centro di San Nazzaro. Tutto l'abitato conserva ancora l'aspetto originale dei paesi agricoli, con le tipiche case coloniche, e si estende attorno alla secolare Abbazia dei Santi Nazario e Celso, che ha dato origine al toponimo. Fondata tra il 1039 e il 1053 dal vescovo di Novara Riprando, appartenente alla famiglia dei conti di Pombia, signori di Biandrate, l'abbazia sorgeva su un più antico e ormai decaduto monastero benedettino.
La sua particolare posizione geografica le conferì un importante ruolo strategico nei conflitti che, nel XIII e XIV secolo, impegnarono Novara e Vercelli.
Per questo motivo nel corso del Duecento il complesso abbaziale venne fortificato.
Nel 1405 tutto il territorio fu assegnato a Facino Cane, divenendo soggetto alle sue scorrerie. Fu probabilmente per difendere i massari che l'abate Michele Scamozzi iniziò la costruzione di un ricetto. La sua opera venne continuatanel 1429 dall'abate Barbavara, che governò fino al 1467. Una lapide, posta nell'abside della chiesa, ne ricorda le benemerenze come costruttore delle mura, dell'edificio ecclesiastico e del chiostro. Egli si fece anche edificare un palazzo signorile dove riceveva illustri personaggi per soggiorni e banchetti, come i conti della Pergola e lo stesso Galeazze Maria Sforza. Fu l'ultimo a risiedere nell'abbazia: alla sua morte essa venne concessa ad abati commendatari, che raramente la visitarono. Il complesso, che già ai tempi del Barbavara non ospitava più monaci, decadde gradualmente.
Il fisco regio cercò di incamerarne i beni nel 1614, senza riuscirvi. Nel 1801, in seguito alle soppressioni napoleoniche, l'abbazia fu venduta ai fratelli Isnard, che la utilizzarono come cascina. È nei primi anni del Novecento che si risvegliò l'interesse nei confronti del complesso monastico.
Gli edifici furono riscattati ad opera dei parroci e nel 1958 furono iniziati i lavori di restauro, che hanno interessato anche le fortificazioni.
L'economia di San Nazzaro Sesia è basata fondamentalmente sull'attività agricola.
La grande Maggiornaza della popolazione è infatti impegnata nella coltivazione del riso e nella cerealicoltura. |
Tratto da: Il PIEMONTE Paese per paese" - Bonechi |
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